Bollettino SISMA del 27/04/2026 Guarda online
Società scientifica Italiana degli Studi su Mafie e Antimafia
Eventi
Gomorra vent'anni dopo_def aprile 2026

"Gomorra” di Roberto Saviano vent’anni dopo (2006-2026)

Si terrà il 29 aprile 2026 a partire dalle 14.00 (aula Ottagono sx dell’Edificio centrale a corso Umbero I) e il 30 aprile 2026 a partire dalle ore 9.30 (aula ex cataloghi lignei di via Porta di Massa 1) il Convegno di Studi "Gomorra” di Roberto Saviano vent’anni dopo (2006-2026) al quale parteciperanno studiose e studiosi dell’Ateneo federiciano, della Sapienza Università di Roma e dell’Università di Bologna Alma Mater Studiorum. Si tratta di un incontro interdisciplinare che intende sondare da prospettive diverse l’impatto che nell’ultimo ventennio il romanzo-inchiesta di Roberto Saviano ha avuto sulla cultura italiana (a discutere saranno infatti docenti di storia, di filologia, di linguistica, di cinema, di letteratura italiana, contemporanea e di letterature comparate).

I lavori saranno avviati il 29 aprile dai saluti istituzionali del Rettore Matteo Lorito, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Andrea Mazzucchi, del Delegato alle attività per la diffusione della cultura antimafia Stefano D’Alfonso. 

Ai saluti seguirà la relazione introduttiva di Roberto Saviano.

Il Convegno vedrà susseguirsi quattro sessioni, che saranno concentrate rispettivamente sulle seguenti questioni: “Cronaca, storia, letteratura”, “Letteratura e racconto della città dopo Gomorra”, “Dal romanzo al teatro, dal cinema alla TV” e “Tra fiction e no-fiction”.

Per informazioni rivolgersi a [email protected] e [email protected]

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cosieandata

COSÌ È ANDATA | Quarant'anni dopo il Maxiprocesso

Il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali (DEMS) presenta un ciclo di incontri dedicato all'analisi storica, giuridica e sociale del Maxiprocesso.

A quarant’anni da uno degli eventi più significativi della storia contemporanea italiana, docenti ed esperti si confronteranno su temi che spaziano dall'analisi delle fonti iconografiche alla dimensione letteraria della criminalità organizzata, fino all'evoluzione della legislazione antimafia e alle dinamiche sociologiche dei fenomeni mafiosi.

Gli incontri si terranno presso la sede di Via Maqueda 324. 

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Convegno Commissariamenti 5

Il fenomeno dei commissariamenti. Come le amministrazioni straordinarie cambiano la democrazia.

Convegno “Il fenomeno dei commissariamenti. Come le amministrazioni straordinarie cambiano la democrazia”, organizzato da Antonio Costabile e Vittorio Mete, a conclusione del PRIN dedicato al tema dei commissariamenti, che si terrà presso l’Università della Calabria giovedì 7 maggio 2026.

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Torino 26

Dispositivi educativi e politiche dell'emergenza, carcere e territori nel governo delle mafie

Incontro di apertura del modulo di Torino del Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione.

Giovedì 21 maggio, ore 11:00 

Pubblicazioni
libro vesco

Criminalità immaginate. Ripoliticizzare la questione mafiosa - Antonio Vesco (Tamu 2026)

Cancro, virus, antistato. Nel dibattito pubblico sulla mafia sono varie le metafore usate per narrarla come un agente patogeno che corrompe un corpo sano. Questa lettura semplificatoria – comprensibilmente nata dalla devastante violenza delle stragi ma non sufficiente a descrivere il fenomeno nel suo complesso – ha inchiodato il movimento antimafia su contrapposizioni binarie: legalità e illegalità, onestà e corruzione, stato e criminalità organizzata.
Il mondo della ricerca ha da tempo tratteggiato analisi della mafia più sfumate e complesse, esplorandone le dinamiche economiche e materiali, gli intrecci col capitalismo, i codici socio-culturali che producono forme di consenso, l’autorappresentazione identitaria dei gruppi mafiosi e delle élite con cui dialogano. Ciò non ha però inciso sul discorso istituzionale, incentrato su un approccio moralista e legalitario che, senza profondità critica, preferisce dipingere santini di eroi e vittime e additare lo stigma criminale piuttosto che indagarne la natura politica.
Usare il concetto di «comunità immaginate» di Benedict Anderson per ripoliticizzare la questione mafiosa vuol dire guardare oltre il cliché del malavitoso armato e individuare immaginari e strutture concrete di un potere i cui fili sono mossi da imprenditori, professionisti e politici: la «borghesia mafiosa» che attraversa le nostre strade e, forte di un’egemonia fondata su clientelismo, e corruzione costruisce sistemi di governo che vanno ben oltre la violenza dei clan.

libro costabile

Il commissariamento della politica. Come l'amministrazione straordinaria cambia la democrazia - a cura di Antonio Costabile, Vittorio Mete e Domenico Cersosimo (il Mulino 2026)

L’Italia è il paese dei commissari. Il Sud, soprattutto. Che si tratti di realizzare una grande opera, di ripianare i debiti della sanità, di sostituire una Giunta e un Consiglio comunale infiltrati dalla mafia o di affrontare una qualsiasi emergenza, la soluzione è sempre più spesso la stessa: nominare un commissario. L’amministrazione straordinaria è ormai un ospite fisso, sempre più ingombrante e presente in tutti i livelli di governo, del nostro sistema politico. Qual è il significato politico di questa deriva commissariale? I commissari erodono il potere dei politici di professione oppure commissariare è un modo per fare politica e gestire il potere con altri mezzi? Grazie a un’ampia e inedita ricerca, che per la prima volta censisce tutte le vicende di commissariamento e tutti i commissari dell’ultimo quindicennio, le autrici e gli autori di questo volume si interrogano su come il crescente spazio occupato dalle varie forme di amministrazione straordinaria cambi la nostra democrazia.

libro amarelli

L'ibridazione della lotta alla criminalità attraverso misure non penali o di confine La prevenzione amministrativa antimafia - a cura di Giuseppe Amarelli (Giappichelli 2026)

Il volume, rivolto a studiosi ed operatori del diritto, intende offrire un'organica analisi delle misure di prevenzione antimafia di natura amministrativa, vale a dire di quel sotto-sistema di norme che assolve un ruolo sempre più rilevante nel contrasto anticipato alle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. Dopo una sintetica ricostruzione della loro originaria disciplina, sono illustrati i recenti interventi legislativi e giurisprudenziali che ne hanno profondamente mutato la fisionomia, in modo da delineare gli attuali meccanismi di funzionamento, ma anche di mettere in luce le non poche criticità che ancora le ipotecano. Nella seconda parte, sono raccolti i dati di alcune Prefetture italiane circa le prassi applicative (non sempre geograficamente omogenee) di queste misure, unitamente agli esiti delle interviste ad operatori qualificati del settore sulla loro efficacia. Il volume si conclude con delle proposte di riforma volte a razionalizzare l'attuale disciplina.

ferrarese

Il caporalato. Una storia - Giovanni Ferrarese (Carocci 2026)

L’evoluzione del caporalato in Italia, dal secondo dopoguerra a oggi, restituisce la dimensione storica di una pratica che, pur trasformandosi, conserva rilevanza sociale e incidenza economica strutturale, essendo una realtà non confinabile al solo settore agricolo del Mezzogiorno, secondo una rappresentazione riduttiva ancora molto diffusa. Nel libro l’analisi delle dinamiche economiche e del mercato del lavoro si intreccia con i flussi migratori, gli sviluppi normativi, le risposte istituzionali e l’azione degli attori sindacali, evidenziando infine le connessioni del fenomeno con la criminalità organizzata, la violenza di genere e forme di sfruttamento del lavoro minorile.

punzo

Bande giovanili in Italia. Identità, contesti e interventi di policy - Valentina Punzo (Mondadori Università 2026)

Questo volume offre un’analisi delle aggregazioni giovanili devianti in Italia, integrando prospettive teoriche consolidate con l’osservazione empirica del fenomeno. La ricerca evidenzia come le bande giovanili italiane si caratterizzino per strutture prevalentemente fluide e informali, forte diversificazione territoriale e complesse dinamiche identitarie che si sviluppano nell’intersezione tra spazi fisici e digitali. L’analisi territoriale rivela significative specificità: dalle connessioni con la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ai fenomeni di multiculturalità urbana del Nord Italia, fino alle formazioni composite della Capitale. Il volume si conclude con una riflessione critica sulle politiche pubbliche, che evidenzia la crescente contraddizione tra la deriva punitiva delle recenti scelte legislative e le evidenze empiriche e che si orienta verso alternative di policy ispirate ai principi della giustizia riparativa e della prevenzione sociale.

coco

Le stragi del 1992. Politica, istituzioni e memoria - a cura di Vittorio Coco, Matteo Di Figlia e Carlo Verri (Viella 2026)

Nel 1992 le uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono state il momento culminante di una stagione di contrapposizione frontale tra la mafia e le istituzioni statali. Da circa un quindicennio, per la prima volta nella sua storia, il fenomeno mafioso aveva assunto esplicitamente un carattere eversivo. Ciò determinò non soltanto un’inedita risposta da parte dello Stato ma anche la nascita del movimento antimafia. Il rilievo che assunsero quei drammatici avvenimenti non fu limitato alla sola Sicilia: divennero parte di uno dei più complessi passaggi della storia dell’Italia contemporanea. Il volume rappresenta uno dei primi tentativi di approfondire quelle vicende e il contesto nel quale si inseriscono, provando ad andare oltre al piano – pure importante, ma che non può restare l’unico – della celebrazione e della memoria.

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Mafia a Milano e in Lombardia. Ottant'anni di affari e delitti - Mario Portanova, Giampiero Rossi, Franco Stefanoni (Zolfo editore 2026)

Il libro fondamentale per chi vuole conoscere e studiare quasi un secolo di storia della criminalità organizzata a Milano, nell'hinterland e in Lombardia. Un racconto completo su tutti gli affari e i delitti avvenuti nella città e nella regione più ricche d'Italia. Torna in versione ampliata e aggiornata Mafia a Milano, pubblicato per la prima volta nel 1996. Cosa nostra, 'ndrangheta, camorra, Sacra corona unita. L'arrivo negli anni Cinquanta di 'ndrine e padrini siciliani, i sequestri di persona, la finanza di Sindona e Calvi, l'arresto di Liggio, i gangster, i colletti bianchi del narcotraffico. Quindi i quartieri di periferia controllati e militarizzati dai clan; cocaina ed eroina, antichi riti e codici, killer e mattanze. E i maxiprocessi degli anni Novanta; edilizia e appalti pubblici, usura e racket; il caso Dell'Utri e i misteri su Berlusconi. Fino all'economia e alla politica colluse degli anni Duemiladieci – con la colonizzazione da parte delle cosche – e agli inediti mercati offerti nei Duemilaventi grazie a crisi finanziarie e pandemiche, ecobonus, grandi opere, mondo del calcio. A Milano le mafie parlano ormai con cadenza lombarda e sparano poco. Accade nelle zone del centro, glamour e tecnologiche, così come nelle aree emarginate al confine della metropoli. Le 'ndrine possono delegare a organizzazioni straniere; trafficano certo droga, ma investono in aziende, immobili, commercio, sanità, ristoranti, riciclo rifiuti. E per farlo hanno bisogno ancor più di amicizie politiche, istituzionali, amministrative locali. Mafi e invisibili, sempre feroci, ma ibridate e mimetizzate nella società e nei business in modo quasi «da non esistere». Se il dominio resta dei calabresi, tutti insieme tramano e colpiscono. In un intreccio di boss emergenti, «capitale storico» di vecchie famiglie, inabissamenti ed emersioni, meno pistole e più conti bancari.

chirico

La figlia del Clan. Un cognome da nascondere un destino da riscrivere - Danilo Chirico con Giuseppina Pesce (Edizioni Piemme 2026)

Una macchina corre sulla Salerno-Reggio Calabria. È l'estate di Italia '90. Una famiglia canta felice con i finestrini abbassati, diretta a Gardaland. Sul sedile posteriore giocano tre bambini. Tra loro c'è Giusy, undici anni. Non sa ancora che quella felicità è fragile, che il suo cognome pesa come una sentenza. Giuseppina Pesce è cresciuta a Rosarno, nel cuore di uno dei clan più potenti della 'ndrangheta. Figlia, sorella, nipote di boss. Nata in una casa dove il silenzio è leg­ge e il sangue non si tradisce, a poco più di trent'anni sceglie di parlare. Di testimoniare. Di spezzare la catena. Lo fa per salvare i suoi figli. È una delle prime donne di 'ndrangheta a collaborare con la giustizia. E da quel momento perde tutto: la famiglia, il nome, la vita di prima. La figlia del clan è il racconto intimo e sconvolgente di una donna che ha attraversato violenza, colpa e paura per conquistare la libertà. Una storia di mafia e maternità, omertà e coraggio, caduta e rinascita.

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L'ibridazione della lotta alla criminalità attraverso misure non penali o di confine. Compliance e sistema penale - a cura di Gaetana Morgante, Roberta De Paolis (Giappichelli 2026)

 

Il volume si rivolge a studiosi, docenti universitari, dottorandi, magistrati, avvocati e professionisti interessati all’evoluzione del diritto penale e punitivo nell’economia contemporanea. Si tratta di una monografia scientifica collettanea, frutto delle attività di ricerca del progetto PRIN 2022 BORDERLINE, dedicata allo studio della compliance penale e dei modelli di prevenzione del rischio-reato oltre i confini tradizionali della sanzione penale. L’opera analizza la responsabilità da reato degli enti ex d.lgs. 231/2001, la colpa di organizzazione, la validazione giudiziale dei modelli, nonché le nuove frontiere della compliance nei settori della sicurezza sul lavoro, ambiente, fiscalità, crisi d’impresa, tecnologie e intelligenza artificiale, diritto comparato e dimensione transnazionale (due diligence e sostenibilità). Il volume offre una ricostruzione sistematica e critica delle ibridazioni tra diritto penale, amministrazione e regolazione, valorizzando il ruolo della compliance come strumento preventivo, riparatorio e di governance dei rischi complessi.

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U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra - Pietro Grasso (Feltrinelli 2026)

Questo libro entra nell’aula bunker di Palermo e ci fa sedere in prima fila, là dove l’Italia ha smesso di tacere. Il Maxiprocesso non è stato soltanto un evento giudiziario: è un romanzo nazionale di sangue e denaro, paure e resistenze, in cui la lingua delle carte si accende in scene, volti, voci. Pietro Grasso, uno dei suoi protagonisti, ricostruisce – con prosa limpida e rigore assoluto – la trama fittissima che lega la guerra di mafia alle rotte internazionali dell’eroina, la provincia contadina alle alleanze con New York, gli sportelli bancari di Lugano ai cantieri del cemento palermitano. La narrazione segue il ritmo del dibattimento: l’ingresso dei parenti delle vittime, le deposizioni che si incrinano in silenzi, la dignità ferita di chi chiede solo giustizia. Rivediamo gli investigatori che hanno pagato con la vita (Boris Giuliano, Emanuele Basile) e grandi magistrati come Falcone e Borsellino; ascoltiamo la voce delle vedove e il coraggio delle donne che si sono costituite parte civile. Davanti, nelle gabbie, l’altra faccia del Paese: i Corleonesi, i grandi trafficanti, i pentiti Buscetta e Contorno, gli insospettabili dei salotti buoni, le minacce a microfono aperto.

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Oltre i clan. Camorra, politica e discorso pubblico - Federico Esposito (Donzelli 2025)

Negli ultimi anni, la diffusione di film e serie tv sulla camorra ha contribuito a diffonderne un'immagine prevalentemente violenta e spettacolarizzata. Tale visione ha favorito un senso comune che identifica la camorra come un universo criminale autonomo, isolato e impermeabile rispetto alla società civile e alle istituzioni. Gli studi storici e sociologici più recenti hanno tuttavia mostrato i limiti di questo paradigma interpretativo, evidenziando la natura plurale e relazionale del fenomeno, strettamente connessa ai contesti socio-economici e politici in cui si radica. Muovendo da questa prospettiva, il volume propone un'analisi della camorra come sistema di relazioni e come attore politico e sociale capace di incidere sulle dinamiche di regolazione dei territori, dei mercati e delle istituzioni locali. L'indagine si concentra sul caso del comune di Pagani, nell'Agro nocerino-sarnese, un contesto emblematico per la comprensione dei processi di formazione, riproduzione e legittimazione del potere camorristico. L'approccio adottato combina strumenti teorici e metodologici propri delle scienze sociali, ponendo al centro tre questioni fondamentali: la genesi storica dei gruppi criminali, le forme di controllo territoriale e politico esercitate dai clan e il ruolo dei discorsi pubblici e dell'antimafia civile nella costruzione sociale del confine tra legalità e illegalità. Ne emerge una lettura della camorra come fenomeno dinamico, storicamente situato e in costante ridefinizione, la cui persistenza dipende dall'intreccio con le strutture economiche, istituzionali e culturali delle aree di insediamento. Una riflessione rigorosa sulle relazioni tra criminalità organizzata e società, che restituisce alla camorra la sua dimensione più autentica: quella di fenomeno sociale complesso, che non può essere compreso senza un'attenta analisi delle comunità che lo producono e ne subiscono gli effetti.

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Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia - Nando dalla Chiesa e Andrea Carnì (Futura Editrice 2025)

Quanto è presente il fenomeno mafioso in Lombardia? Qual è, più specificamente, il livello di infiltrazione della ’ndrangheta nella regione più popolosa, ricca e progredita d’Italia? Quale il suo grado di insediamento o – ancor più – di radicamento? Le parole non vengono mai a caso. E oggi più che mai dobbiamo usarle con scrupolo scientifico e responsabilità intellettuale, di fronte ai fatti, alle relazioni sociali, alle mentalità pubbliche e private messe a nudo dalla ricerca. Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia è un libro che non rimuove e non ambisce a stupire. Ma che responsabilmente sistematizza gli scomodi risultati di una recente, ampia ricerca su «Mafia ed economia in Lombardia» svolta dal centro Cross dell’Università degli Studi di Milano in partnership con Cgil Lombardia. Emerge l’ascesa degli interessi e delle logiche di mafia in un’area che un tempo ne era quasi immune. Si delinea la sagoma di un capitalismo pericolosamente ibrido. La cui realizzazione, come spiegano gli autori, va e può essere ancora contrastata.

9780198895541

Mafia Expansion. The 'Ndrangheta in Established Democracies - Zora L. Hauser (Oxford University Press 2025)

Mafia Expansion: The 'Ndrangheta in Established Democracies offers an overarching account of mafia expansion grounded in a far-reaching analysis of one of the most widely spread, yet least understood, mafias in the world. While few mafia organizations exist today, they wield significant global influence, having extended their reach into territories including the United States, Australia, and nearly all European countries. Scholars have often associated mafia presence with a state's ability and willingness to govern effectively when faced with social disorganization, economic recession, and chronic distrust. Why, then, have seemingly stable democracies seen mafia expansion into their territories? In response to this question, Mafia Expansion illuminates how and why mafia organizations have taken root in contexts very different to those in which they originally emerged. Drawing on extensive fieldwork and a rich selection of primary sources, the book presents an in-depth study of the Calabrian 'Ndrangheta's expansion to Germany. It offers a nuanced framework for understanding mafia expansion, according to which mafia groups either transplant their core business model attempting to govern in the new territory; trade in licit and illicit markets as one criminal actor among many; or become inactive and hibernate in a stage from which they may or may not resurface. Taken together, the book proposes a comprehensive explanation of mafia expansion that goes beyond specific case-studies and uncovers relationships between migration, trust, and enforcement dynamics within the context of organized crime.

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How to Recognize the Mafia Abroad. Critical Notes on ‘ndrangheta Mobility - Anna Sergi (Bristol University Press 2025)

The influence and spread of clans and families within the ‘ndrangheta - the Calabrian mafia - is international yet recognising their activities is not always easy, especially when considering mafia groups’ apparent ability to ‘disappear’ when abroad. This book challenges existing myths about the mobility of this mafia group, emphasizing mafias' interconnectivity and ubiquity both at home and abroad, while providing practical tools for law enforcement and organized crime practitioners. It considers potential biases around ethnicities and surnames and the intergenerational diversification of mafias – for example, the use of encryption technologies. Combining theory with case studies drawn from Anna Sergi’s extensive fieldwork, the book sets out the policy and practice implications for combatting organized crime.

9791221107067

Manuale della prevenzione economico-aziendale antimafia - a cura di Antonio Gullo e Vincenzo Mongillo (Giappichelli 2025)

Il manuale, rivolto a studenti, operatori del diritto e studiosi, nasce dall’esigenza di sistematizzare un settore che, con una formula di sintesi, è ricondotto sotto l’etichetta di "prevenzione economico-aziendale antimafia". Offre una visione ragionata di questo complesso apparato di misure, che annovera – tra le altre – il sequestro e la confisca di prevenzione, le interdittive antimafia e i più recenti strumenti di amministrazione e controllo delle imprese, attivabili tanto in sede giurisdizionale quanto in ambito amministrativo-prefettizio, anche in assenza di condanne penali. L’analisi si caratterizza per un approccio interdisciplinare che valorizza anche il contributo di economisti e sociologi, nonché i profili di intersezione con settori normativi sinergici, quali l’anticorruzione, la disciplina dei contratti pubblici, l’antiriciclaggio e la compliance penale, che si saldano al diritto antimafia in un sistema integrato di tutela dell’economia legale. Il volume propone infine una riflessione critica sulle ambiguità e incoerenze del quadro attuale, in vista di un equilibrato rapporto tra efficienza e tutela dei diritti fondamentali.

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Predatori. Sesso e violenza nelle mafie - Celeste Costantino (Fandango 2025)

Conoscere la sessualità delle mafie significa avere una lente privilegiata per scoprirne i punti deboli, individuarne le fragilità laddove si ritengono non solo invulnerabili ma anche sostenute e spalleggiate da una società che ancora sminuisce e nega la violenza sulle donne. Di questo è certa Celeste Costantino che da anni si occupa di violenza di genere e che ha realizzato un saggio documentatissimo sul rapporto fra cultura patriarcale e mafia. Un racconto di vite, un manifesto della brutalità delle mafie, dell’anacronistica difesa di pretesi valori che nulla hanno a che fare con l’onore e il rispetto, con la protezione e il mantenimento delle tradizioni familiari e culturali, ma parlano molto più di coercizione, molestia, pedofilia e sfruttamento sessuale.

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Il riciclaggio dei capitali mafiosi - Andrea Apollonio (Giuffrè 2025)

Il riciclaggio dei capitali illeciti realizzato dalle cosche mafiose, o per loro conto, è un fattore altamente destabilizzante per la tenuta democratica del Paese, perchè consente alle mafie di rafforzarsi sul piano economico-finanziario e di inquinare le falde dei mercati legali con l'ingresso di proprie imprese e propri capitali. L'impatto dirompente del riciclaggio dei capitali mafiosi va peraltro ad intrecciarsi con questioni di natura criminologica di pari incisività, quali l'emersione di nuovi modelli (le "nuove mafie"), l'esercizio di nuovi metodi e, per converso, il diverso atteggiarsi del fine di agevolare la mafia e i suoi membri; mentre, sul fronte del riciclaggio, il cyberlaundering nel prossimo futuro diventerà la principale tecnica di "ripulitura". Eppure, nell'ordinamento domestico il contrasto di tale peculiare fenomeno si caratterizza per la presenza di molteplici fattispecie in difficoltoso dialogo tra di loro. La sua sottovalutazione è resa palese dalla mancata interazione tra le discipline attraverso figure ad hoc e dall'avere inerzialmente lasciato che le norme si stratificassero in maniera alquanto disordinata, e la giurisprudenza si contraddicesse, in non pochi aspetti applicativi. Il sistema deve, insomma, essere puntualmente ricostruito dall'Interprete. Lo studio che si propone, a dieci anni dalla Sentenza delle Sezioni unite "Iavarazzo" (che ancora oggi rimane un punto di Riferimento, in giurisprudenza, per la trattazione del tema), cui è seguita la Legge n. 186/2014, che introduce il delitto di Autoriciclaggio, condensa uno sforzo ricostruttivo, e per quanto possibile innovativo, su di un’interazione complessa, quale è quella che mette in lavorazione i profili istituzionali ed esegetici del riciclaggio dei proventi mafiosi.

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Donne di camorra. Il volto nascosto del potere criminale - Felia Allum (Carocci editore 2025)

Il coinvolgimento delle donne nelle mafie italiane è emerso negli ultimi anni in maniera sempre più evidente. Eppure, in un paese ancora dominato in larga parte da un’ottica patriarcale, la società e perfino le forze dell’ordine continuano a percepirle come figure marginali, irrilevanti, in alcuni casi vittime passive. Alla luce di interviste inedite e di documenti giudiziari finora trascurati, il volume sfata tale luogo comune, dimostrando che le donne, dal dopoguerra a oggi, hanno giocato un ruolo centrale nella camorra. Con un’analisi originale e incalzante, Felia Allum dà voce a madri, mogli e figlie dei camorristi per svelare in che modo le complesse dinamiche di potere all’interno delle famiglie napoletane si riflettano nella gestione delle attività criminali. Scopriamo così che le donne di camorra si muovono spesso nell’ombra, figure nascoste e quasi impercettibili, ma scaltre, autonome, influenti: boss, manager, gregarie alla pari degli uomini. In altre parole, protagoniste a pieno titolo.

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I rapporti tra mafia e impresa - Enrico Contieri, Giuseppe Furciniti, Giovanni Melillo (Laurus Robuffo 2025)

I rapporti tra le mafie e il mondo dell’imprenditoria rappresentano un fenomeno tanto diffuso quanto pericoloso che condiziona pesantemente il sistema socio-economico di vaste aree del Paese, ostacolando l’esercizio della libera concorrenza e il regolare processo di crescita secondo le leggi di mercato. In tale contesto, un’efficace azione di contrasto sul piano giudiziario richiede una conoscenza teorico-pratica sia dei sofisticati meccanismi economico-gestionali attraverso cui tali relazioni si manifestano nella realtà sia dei modelli normativi utilizzabili per inquadrare le stesse all’interno di una corretta e sistematica disciplina sanzionatoria personale e reale. Proprio nell’ottica di agevolare i magistrati inquirenti, i giudici e le forze di polizia impegnati in questo difficile compito, il presente volume da ultimo aggiornato e integrato alla luce delle più recenti novità legislative e giurisprudenziali intervenute sulla specifica tematica, si pone quale strumento di consultazione economico-giuridica completo, agile e di immediata fruibilità sulle complesse questioni interpretative e applicative connesse alla definizione dei rapporti tra mafia e impresa. Nel contempo, di fronte al crescente interesse che la criminalità organizzata ed economica continua a suscitare nella formazione universitaria e post-universitaria, il testo può rappresentare un valido ausilio didattico di tipo “interdisciplinare” (in grado, cioè, di coniugare gli aspetti economico-gestionali con quelli giuridici), anche per quanti si vogliano approcciare in modo esaustivo e consapevole alla specifica materia.

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Mafiadigitale.ch - Francesco Lepori (Armando Dadò Editore 2025)

Dai riti secolari ai cyberspazi, dalla carne di capra agli algoritmi più complessi. In un misto di modernità e tradizione, le mafie italiane hanno imparato a sfruttare la tecnologia. La usano sistematicamente per comunicare in segretezza, così come prima ricorrevano ai linguaggi che Tommaso Buscetta definiva “omertosi”. EncroChat, SkyEcc, No1BC. I telefonini criptati sono diventati i ferri del mestiere. Tanto da costituire ormai una caratteristica essenziale dei clan odierni. Abili nel nascondersi, le cosche mafiose si dimostrano al contempo altrettanto capaci di manifestarsi. Il mondo digitale dei social network è considerato alla stregua di un territorio fisico. La tastiera sostituisce la pistola, per ostentare potere e raccogliere consensi. Un’autonarrazione improntata sui canoni dell’estetica criminale: dalle Ferrari agli abiti firmati, dai locali esclusivi alle banconote svolazzanti. Reale e virtuale. Due dimensioni sempre più legate anche nell’ambito della finanza. Le innovazioni tecnologiche hanno offerto opportunità straordinarie, che le consorterie non si sono certo lasciate sfuggire. Con l’aiuto di hacker e di faccendieri del sottobosco bancario, hanno cominciato a utilizzare strumenti di ogni genere. Incluse le criptovalute: un mezzo ideale per riciclare denaro, come più enti (nazionali e internazionali) sottolineano da anni. E la Svizzera? Cosa c’entra in tutto questo? C’entra eccome. Gli atti delle inchieste, condotte in Italia e nella Confederazione, stanno lì a dimostrarlo. “Helvetia”, “Imponimento”, “Cavalli di Razza”, “Glicine-Acheronte”. Sono solo alcune delle indagini che portano dritto verso il nostro Paese.

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La denuncia riservata. Genesi e metodo delle mafie, limiti della legislazione antimafia e spunti per una strategia processuale di contrasto - Arturo Capone (Giappichelli 2025)

Lo studio mette in luce come la specificità che contraddistingue sul piano storico e sociologico l’origine e l’attuale modo di operare delle mafie tradizionali, vale a dire la capacità di estorcere con l’intimidazione una sorta di alleanza con le proprie vittime, sia in qualche misura specularmente rafforzata dall’attuale politica criminale antimafia, che, non consentendo di distinguere con chiarezza la misura delle responsabilità, favorisce il compattamento sociale tra i gruppi mafiosi e la così detta zona grigia. Si suggerisce perciò, nella prospettiva di "disfare la rete" mafiosa, l’introduzione di uno strumento processuale, la denuncia riservata, che consenta a chi finisce in quelle maglie di sfuggire all’alternativa tragica tra rischio di ritorsione e rischio penale.

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L’omicidio di Piersanti Mattarella. L'Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna. 1979-1980 - Miguel Gotor (Einaudi 2025)

Miguel Gotor prende le mosse dal delitto Mattarella per compiere un viaggio inquietante attraverso le stratificazioni del potere italiano soffermandosi sugli «ibridi connubi» tra neofascismo, massoneria occulta, mafia e apparati deviati dello Stato. La ricerca approfondisce anche le relazioni tra l’omicidio Mattarella e le stragi di Ustica e di Bologna di pochi mesi dopo, sullo sfondo di uno scenario internazionale in profondo cambiamento a causa della decisione degli Stati Uniti e della Nato di installare in Sicilia i missili Cruise contro la Libia e l’Unione Sovietica. L’autore affronta, con il rigore del metodo storico e uno stile avvincente, il contesto in cui l’assassinio di Mattarella è maturato, mettendo in luce temi e snodi che ancora incidono sulla storia del nostro Paese. Un libro importante sull’Italia di ieri che parla all’Italia di oggi e alla sua crisi.

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Le mafie nell'era digitale. Focus TikTok - a cura di Marcello Ravveduto (Franco Angeli 2025)

La ricerca Le mafie nell’era digitale - Focus TikTok affronta la diffusione, nei contesti digitali, di rappresentazioni che veicolano, rielaborano e reinterpretano l’immaginario mafioso attraverso forme partecipative, virali e transnazionali. Grazie a un’indagine qualitativa estesa, durata 18 mesi, sono stati osservati e analizzati centinaia di profili e video e sono state costruite mappature delle narrazioni, dei codici visivi e degli hashtag che strutturano l’estetica mafiosa online. L’obiettivo, oltre alla descrizione del fenomeno, è stato quello di cogliere le logiche profonde con cui la cultura mafiosa viene trasmessa, spettacolarizzata o normalizzata nei linguaggi digitali contemporanei. Attraverso un approccio netnografico rigoroso e immersivo, lo studio restituisce un quadro utile a comprendere come proprio la piattaforma di TikTok possa diventare terreno di costruzione simbolica – e quindi, potenzialmente, anche di contrasto – di tali narrazioni. L’approccio di ricerca ha consentito dunque di ricostruire la trama della cultura mafiofila nel digitale, degli orizzonti di significato a essa correlati e delle pratiche che si instaurano fra attori e simpatizzanti dello stile di vita mafioso. Con la digitalizzazione, le mafie abbandonano il tradizionale silenzio comunicativo e le strategie di sottrazione (tipici della modalità comunicativa dei pizzini), per adottare strategie additive e visibili sui social. La comunicazione non è più mediata da sceneggiatori o giornalisti, ma viene auto-narrata dai protagonisti. In questo contesto TikTok diventa il luogo di spettacolarizzazione dell’identità mafiosa, dove i contenuti prodotti dagli utenti riflettono pratiche, valori e codici culturali mafiosi in modo diretto e privo di filtri. Si afferma così una vera e propria “mafiosfera”: un ecosistema narrativo, estetico e comportamentale in cui elementi associati alla cultura mafiosa vengono rappresentati, imitati, resi virali, talvolta ironizzati, ma spesso anche legittimati o banalizzati. Questi contenuti non appaiono necessariamente come apologia diretta del crimine: al contrario, spesso sono veicolati in modo ambiguo, ibridando la figura del “mafioso” con quella dell’influencer, dello street hero o del personaggio di successo. Ciò rende più difficile intercettarli e classificarli, ma proprio per questo è fondamentale comprenderne le logiche. L’analisi restituisce un quadro inequivocabile: su TikTok, la mafiosfera si manifesta come un vero e proprio linguaggio culturale autonomo, fatto di suoni, look, atteggiamenti, simboli, gesti. Tali codici vengono assorbiti da una community ampia, internazionale, spesso giovanile, che li rilancia senza la consapevolezza dei significati profondi che li sottendono. È in questo senso che la viralità può diventare veicolo inconsapevole di normalizzazione del crimine.

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Prima lezione di sociologia delle mafie - Rocco Sciarrone (Laterza 2025)

Che cos’è la mafia? Com’è cambiata nel tempo? Come la si è contrastata? Come si espande su territori nuovi? Rocco Sciarrone, tra i massimi esperti di mafie in Italia, traccia un profilo dei fenomeni mafiosi in primo luogo attraverso la sociologia, per poi allargare lo sguardo a una prospettiva interdisciplinare. L’obiettivo è duplice: da un lato dare conto dello stato degli studi sulle mafie, dall’altro evidenziare le questioni più importanti e dibattute a livello pubblico e politico. Dal problema del riconoscimento – cioè di che cosa si possa intendere per mafia – al controllo del territorio, dall’antimafia istituzionale e sociale alla questione dell’area ‘grigia’, spesso contigua a economia, politica e istituzioni, e molto altro ancora.

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Lenire il dolore con la bellezza. Memorie e racconti delle stragi del 1993 - Alessandra Dino (Navarra editore 2025)

Alessandra Dino ripercorre i fatti e la memoria delle stragi che, nel 1993, ebbero come obiettivo prima Firenze, causando cinque vittime e immani distruzioni all'Accademia dei Georgofili e al Museo degli Uffizi, poi Milano, colpendo la Galleria di Arte Moderna e il Padiglione di Arte Contemporanea e provocando altre cinque vittime, e infine Roma, con l'attacco alle Chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro; episodi che si connotano per una nuova specificità, presentandosi come un vero e proprio attacco all'identità nazionale, al punto che in un'ordinanza di rinvio a giudizio del 1996, comparve per la prima volta in Italia, fra le accuse principali quella di "devastazione del patrimonio artistico". Seguendo quanto dichiarato all'indomani delle stragi l'allora ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Ronchey, si trattava di un nuovo tipo di terrorismo: "il terrorismo culturale, quello che punta a colpire la memoria storica". Un processo per "offesa all'umanità", come lo avrebbe definito Gabriele Chelazzi, coordinatore delle indagini, in quanto gli attentati avevano colpito allo stesso tempo gli esseri umani e le memorie e i simboli dell'umanità.

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Bandiere e lenzuoli. La nascita dell’antimafia, la politica, le memorie - Matteo Di Figlia (Donzelli 2025)

Nel 1992 le stragi di Capaci e via D’Amelio segnarono una profonda cesura in quello spazio politico e culturale che chiamiamo antimafia. Per capire appieno il lascito di questo passaggio cruciale occorre però ricostruire la sua complessa genealogia. Sebbene vi fosse una storia antica, risalente all’associazionismo sindacale di fine Ottocento e alle lotte contadine dei due dopoguerra, fu a partire dagli anni settanta del XX secolo che si creò una convergenza di forze politiche e civili di ogni orientamento che si dotarono di nuovi linguaggi e di un bagaglio di valori originali. Da quel momento, il movimento antimafia attraversò i grandi cambiamenti del paese: si incrociò con l’affermazione di nuovi quadri sociali e con l’attivismo delle donne, risentì dell’ascesa delle televisioni, anche private, nel dibattito pubblico, visse il mutato rapporto tra magistratura e società, partecipò alla crisi dei partiti, contribuendo ad accelerarla, e producendo, paradossalmente, un nuovo ambito politico. Inoltre, la sua grammatica di base, costruitasi attorno a forme di memoria che diedero a funerali e commemorazioni un senso collettivo, si ibridò con le nuove raffigurazioni della Shoah, ormai divenute il principale riferimento per ogni discorso memorialistico. Gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino diedero avvio a una nuova fase: benché fosse già disseminata su tutto il territorio italiano, fu allora che l’antimafia assunse, anche grazie al contributo decisivo dell’associazione Libera, un respiro più nazionale. I fatti accaduti in Sicilia furono da quel momento rielaborati da un corpus di libri, canzoni, film, forme rituali, programmi e serie tv, spesso intesi con una funzione pedagogica, come testimonianze utili per la trasmissione di valori alle nuove generazioni. Il libro indaga la nascita di questo campo culturale.

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Storia e diritto. Il contrasto alla mafia siciliana dal secondo Ottocento ad oggi - a cura di Antonino Blando e Costantino Visconti (Franco Angeli 2025)

Lo studio multidisciplinare mette in luce variabili e costanti del contrasto alla mafia dal secondo Ottocento a oggi. Dall’epoca liberale all’età repubblicana si sono avvicendate cicliche fasi intorno al “paradigma mafioso”, definito, negato, ridefinito e influenzato dal potere politico, dal dibattito pubblico, dalle risposte legislative e giudiziarie, dalle dissertazioni degli specialisti. Muovendo dal poco esplorato rapporto fra l’evoluzione dei modelli sostanziali e processuali, si rintracciano i nessi fra tecniche di imputazione, fattispecie penali, dati probatori ed epiloghi processuali. Anche per il tramite di inedite fonti archivistiche, si chiariscono i tratti e le evoluzioni della struttura associativa, del suo riconoscimento nelle aule di Tribunale, mostrando il ruolo delle polizie, lo strumento del confino, il rapporto fra indagini e giudizio, l’utilizzo delle ablazioni patrimoniali ante litteram, il peso delle delazioni e il protagonismo delle difese tecniche. Lunghe fasi di impunità connotano un fenomeno protetto da uno schema interpretativo e culturale apologetico che è penetrato nelle Corti. Il racconto storico e le rigide categorie penalistiche si combinano nella successione di codici, facendo emergere documenti inediti, “processi maxi” sinora sfuggiti all’attenzione storiografica e, tra questi, quello celebrato nel 1938 a carico degli appartenenti alla “maffia dell’Agro palermitano”.

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Il glossario della corruzione. Prospettive teoriche, campo di indagine e costruzione sociale - a cura di Marco Mazzoni e Alberto Vannucci (Rubbettino 2025)

Il glossario della corruzione è un’opera collettiva e interdisciplinare che guarda al fenomeno nella sua complessità, esplorandone le molteplici dimensioni sociali, politiche, economiche, giuridiche e mediali. Il volume, pur suddiviso in voci, non è un semplice dizionario. Si propone infatti come una vera e propria mappa concettuale per comprendere come quella gamma di pratiche che chiamiamo “corruzione” sia il frutto di un processo di costruzione sociale, storicamente e culturalmente situata, soggetta a continue ridefinizioni in base a norme, narrazioni, rapporti di potere. Curato da un gruppo di studiose e studiosi provenienti da diverse università italiane e ambiti disciplinari, il glossario è articolato in cinque macro-aree – Società, Politica, Media, Etica e Diritto, Economia – e raccoglie oltre cinquanta voci che offrono strumenti teorici e analitici per leggere la corruzione in chiave critica. Pensato per studiosi, giornalisti, funzionari e decisori pubblici, studenti e attivisti, il volume fornisce una chiave di lettura comune e un linguaggio condiviso per favorire la cooperazione tra istituzioni e società civile nel contrasto a un fenomeno sfuggente, nonostante i suoi enormi costi sociali. Un’opera indispensabile per interrogarsi non solo su che cosa sia la corruzione, ma anche su come la riconosciamo, percepiamo e raccontiamo.

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Criminalità in rete. Dalle piattaforme illegali alle cybermafie - Lorenzo Picarella (Donzelli 2025)

Nell’era digitale del web 4.0 e della platform society, il cyberspazio riveste un ruolo sempre più centrale non solo per l’organizzazione della socialità, della politica, del lavoro e delle imprese, ma anche della criminalità. Negli ultimi anni, infatti, inquirenti ed esperti di cybersicurezza rilevano sia una maggiore operatività di cybercriminali in gruppi strutturati che una crescente presenza delle mafie tradizionali online. Rispetto a queste nuove forme di delinquenza, si può quindi parlare di criminalità organizzata cibernetica? A tale interrogativo il volume prova a dare risposta analizzando sotto il profilo sia sociologico sia giuridico come cambia la criminalità organizzata in una società digitale. Lo studio poggia su un variegato materiale empirico composto da inchieste giudiziarie riguardanti comunità online di pedofili, criptomercati, reti di hacktivisti, gruppi dediti al phishing, organizzazioni che offrono streaming illegale, società dedite alla sottrazione e commercializzazione di informazioni riservate e clan mafiosi inseriti nel gioco d’azzardo. Il quadro che emerge risulta molto eterogeneo, rendendo complicato tenere all’interno di una cornice unitaria i diversi fenomeni considerati. A un estremo si colloca una inedita criminalità su piattaforma che opera interamente online e presenta caratteristiche peculiari, creando nuovi dilemmi interpretativi. All’estremo opposto, invece, si posizionano le mafie tradizionali che, sebbene di recente abbiano mostrato un maggiore interesse per i crimini cibernetici, rimangono ancorate al mondo fisico. L’analisi si sofferma in particolare sulle modalità operative e organizzative di queste forme di criminalità cibernetica e ha il merito, come rileva Rocco Sciarrone nella prefazione al volume, di aggiornare il dibattito che investe il concetto di criminalità organizzata alla luce delle caratteristiche della società digitale, evitando così una deriva diffusa nel dibattito pubblico, «quella che mette spesso in primo piano l’urgenza di sottolineare la pericolosità del fenomeno più che l’esigenza di conoscerlo».

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I porti e le mafie. Interessi criminali negli scali di Genova e Gioia Tauro - Marco Antonelli (Rubbettino 2025)

Il volume esplora i meccanismi attraverso cui le mafie operano nei sistemi portuali, considerandoli sia come spazi sociali che come ambiti economici di interesse. Analizzando l’impatto delle attività mafiose sulle dinamiche lecite e illecite dei porti, l’opera si propone di individuare le caratteristiche dei sistemi portuali che possono facilitare o ostacolare l’infiltrazione criminale. La ricerca si inserisce nel panorama degli studi sulla criminalità organizzata, con particolare attenzione ai fenomeni mafiosi, e offre un contributo prezioso per comprendere non solo le strategie dei gruppi criminali, ma anche le vulnerabilità strutturali che ne agevolano l’azione e l’espansione.

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La Rivista di Studi e Ricerche sulla Criminalità Organizzata lancia una call in cui si invitano studiosi e studiose a presentare proposte di abstract per un numero monografico dedicato all’approfondimento del fenomeno mafioso con particolare attenzione alle dinamiche di continuità e trasformazione che caratterizzano le mafie italiane. Saranno presi in considerazione contributi originali e particolarmente innovativi, di carattere teorico e/o empirico, che affrontino il tema da tutte le diverse prospettive metodologiche e disciplinari (da quella sociologica a quella giuridica, da quella economica a quella storica, da quella urbanistica a quella culturale-educativa, rappresentativa-artistica e comunicativa), favorendo un dialogo tra approcci e livelli di analisi.

Timeline:

15 maggio: scadenza invio abstract | 1° giugno: comunicazione esiti | 15 settembre: consegna articoli

Gli abstract (lunghezza massima 2.500 caratteri, spazi inclusi) dovranno evidenziare chiaramente l’oggetto di studio, la prospettiva teorica adottata e la metodologia utilizzata. Dovrà inoltre essere allegato un breve profilo biografico dell’autore/dell’autrice (max. 1.000 caratteri). Lunghezza massima degli articoli: 10.000 parole (note e bibliografia incluse). Invio abstract e articoli a [email protected] o attraverso il portale della rivista

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Al via la tredicesima edizione del Premio Nazionale ‘Amato Lamberti’.

Le domande per partecipare al nuovo bando della dodicesima edizione del Premio Nazionale ‘Amato Lamberti’ potranno essere inoltrate da oggi venerdì 20 febbraio 2026 e fino alla mezzanotte di lunedì 18 maggio 2026. Ricordiamo che la mission del Premio nazionale ‘Amato Lamberti’ è quella di “contribuire a formare giovani studiosi in grado di elaborare analisi che facciano progredire il contrasto alla criminalità organizzata, in Italia e nel mondo” e continuare idealmente e concretamente l’opera del sociologo Amato Lamberti, esempio di intellettuale che seppe tradurre i risultati della sua intensa attività di studioso nell’impegno politico antimafia.

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È aperta la call for papers per il panel 4.5 “Corruption, organized crime and public narratives: dynamics, representations and policy challenges”, che si terrà nell’ambito del convegno della Società Italiana di Scienza Politica 2026, a Trento dal 3 al 5 settembre.

Il panel, coordinato da Alberto Vannucci, Marco Antonelli e Roberto Mincigrucci, propone una riflessione sui rapporti tra corruzione, criminalità organizzata e narrazioni pubbliche, con particolare attenzione al ruolo dei media, delle piattaforme digitali e delle dinamiche di rappresentazione.

📅 Scadenza per l’invio degli abstract: venerdì 29 maggio 2026

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Fonti Normative

Tre note a sentenza per la rivista Italiappalti-Italiamministrativa in materia di interdittiva antimafia e di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa.

SISTO S.M. - Interdittive antimafia principio del contraddittorio e art. 21 octies
SISTO S.M. - Lo scioglimento Consiglio comunale per infiltrazione mafiosa
SISTO S.M.-interd. antimaf. contributi pubblici
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